Intervista con tenore Salvatore Fisichella (Italian Version)

È mio privilegio ed onore presentare un colloquio con un tenore che ha esemplificato grandissima vocalità, abilità e tecnica vocale superba: il maestro Salvatore Fisichella.

Non si può fare a meno che pensare a Bellini quando si sente il nome Fisichella. Maestro Fisichella ha fatto sembrare facile eseguire a piena gola i suoni stratosferici di questo repertorio.  Molti tenori hanno tentato di affrontare Bellini nel modo in cui l’ha fatto Fisichella, ma ben pochi sono stati in grado di affrontare il repertorio con la stessa virilità ed accento drammatico pur senza abbandonare la linea melodica che Bellini richiede. Sicuramente, Fisichella sta al timone quando si tratta di tenori italiani specializzati in Bellini nel corso degli ultimi cinquant’anni.

E ‘un piacere particolare per me avere intervistato il Maestro perchè è un concittadino Siciliano. Dovete capire che la piccola isola della Sicilia è particolarmente fiera, e anche fanatica di Bellini! Cantare Bellini in Sicilia è come cantare Verdi a Parma – forse sarebbe meglio ripensare in ingaggio in Sicilia per un’opera di Bellini se non si e’ all’altezza!

All’inizii dei miei studi di canto, mi piaceva andare a vedere le opere presso il Teatro Politeama di Palermo con mio padre; ed ho in vivido ricordo di avere visto Salvatore Fisichella nel Pirata. Non avevo mai sentito un tenore cantare una linea cosi’ acuta in teatro. Ricordo Salvatore Fisichella in piedi palco sinistra di fronte al pubblico senza timore nell’aria Nel Furor delle Tempeste, e lanciando un RE naturale come una saetta da Giove sul Monte Olimpo. Mi girai a guardare a mio padre in smarrimento, e lo trovai sorridente. Mi disse “E’ cosi’ che si fa figlio mio!” Siamo stati orgogliosi del nostro tenore siciliano! Ero diventato un “fan” istantaneo.

Salvatore Fisichella IL PIRATA excerpt

Maestro Fisichella è un tenore lirico, con la capacita’ di attaccare il registro acuto con squillo potente – non con risonanze false, ma con voce seriamente radicata nella voce di petto. Nonostante e’ anche capace di un canto splendido in mezzavoce che ricorda immediatamente un altro grande siciliano – Giuseppe Di Stefano sia per linea melodica, ma anche per bellezza di timbro.

Come Lauri Volpi, un grande Belliniano del passato, Fisichella non era uno da esaggerare l’ampiezza del centro della voce, e con questa disciplina ha acquisito padronanza del repertorio Belliniano ed e’ riuscito ad eseguirla facendone giustizia. Questa tecnica solida e ben curata lo ha reso diverso dagli altri tenori. Alcuni tenori eroici magari potevano affrontare i ruoli di Gualtiero o Arturo con spettacolari voci alte, ma pur rimanendo lontani da ciò che effettivamente Bellini aveva scritto nella pagina. Non fu mai questo il caso per Salvatore Fisichella!

Bellini compilation

[A parte: Volevo segnalare che la voce giovane che si sente in questa registrazione di Norma è del Maestro Fisichella a 61 anni di età!]

Perche’ non pensiate che Bellini è tutto cio’ che Fisichella ha padroneggiato, lasciatemi introdurre una registrazione di Che Gelida Manina eseguita nell’occasione di un concerto commemorativo per Beniamino Gigli, in cui il Maestro Fisichella ci stupisce con la bellezza di timbro, e con un’interpretazione sentita e di grande successo.  Il Do di Petto è semplicemente spettacolare.

Ed ora, senza piu’ tardare, ecco la mia intervista con il grande Maestro.

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Gioacchino Li Vigni:     Chi e’ stata la persona che le ha insegnato piu’ di ogni altra la tecnica vocale?

Salvatore Fisichella:     La sola insegnante che ho avuto è stata Maria Gentile; soprano di coloratura che assieme alla Toti Dal Monte hanno diviso  i  palcoscenici nel loro tempo. Rivali e amiche. Umberto Giordano  volle la Gentile come prima interprete nella sua opera “IL RE”

 GL:     Lei sente un cambiamento nel modo in cui funziona la voce tra centri, passaggio, ed acuto? Qual’e’ la sua sensazione?

SF:     Il cambiamento consiste esclusivamente nel portare più su la colonna d’aria proveniente dai polmoni.In torace per la prima ottava; nelle fosse nasali(maschera) nei centri;  Nelle fosse frontali e occipitali negli acuti e sovracuti. Ma  queste cavità funzionano contemporaneamente e in proporzioni differenti in base all’altezza del suono.

GL:      Cosa pensa dell’appoggio alla maschera?

SF:     Come avevo spiegato sopra l’appoggio in maschera e fittizzio e un “ pour parler.”   L’appoggio della voce è sempre totale e contemporaneo nelle diverse camere di risonanza. In proporzione,in base all’altezza del suono,si sfrutta una camera rispetto all’altra. Facciamo un esempio numerico ed empirico per intenderci meglio: nella prima ottava si sfrutta il 60% di torace,il 25% di cavità nasale-mascellare e il 15% di cavita frontale-occipitale.  Nei centri si sfrutta  il 60%  delle cavità nasali-mascellari, il 20% del torace, il 20% delle cavità frontali-occipitali. Negli acuti il 60% delle cavità frontali-occipitali, il 30 delle cavità  nasali-mascellari,il 10% del  torace. I confini non sono così esatti come nei numeri, ma tutto avviene in una proporzione istintiva e meccanica in base alla capacità e alla struttura naturale di ognuno.   Si deve avere sempre la sensazione di voler mangiare il suono all’indietro e in alto e più in alto si va e più si deve avere la sensazione di restringere ,nella sua rotondità,la laringe.  Bisogna creare  molto spazio interno senza allargare molto la bocca,ma aprirla quel tanto che serva per proiettare il suono attaccato di punta.  Cioè più stretto all’inizio, per raggiungere la massima apertura alla fine dell’acuto. Le note di passaggio fa,fa#,sol vanno fatte aperte-coperte e il tenore belcantista si può spingere a questa apertura –coperta fino a in lab.  Guai a chiudere troppo i suoni sul fa: risulterebbe un acuto forzato e poco brillante.

 GL:     Qual e’ per lei il collegamento tra voce, diaframma, e laringe?

SF:     La laringe è senz’altro l’organo fonatorio più importante. Con le corde leggermente malate(arrossate,leggermente edematose,)si può parlare e cantare. Con una laringite anche se lieve non si possono produrre buoni suoni e non si può o non conviene cantare.  La laringe dà  il colore, la forza, le diverse sfumature alla voce, le mezze voci,  la dinamica etc…

La voce va sempre postata nella laringe in ogni momento della sua emissione, è compito del diaframma portare la voce nelle diverse camere di risonanza senza provocare scollamento   di postura laringea fra le diverse gamme del suono Più si è capaci nell’uso tecnico di questa postura e della respirazione perfetta, più si può parlare di suono omogeneo.  La respirazione deve essere la cosidetta  “diaframmatico- costale”, cioè pancia in dentro e petto in fuori.  Dopo aver immagazzinato il fiato,portando la pancia in avanti,mano mano che si canta si porta la pancia dentro e si solleva il  petto.  La bocca deve essere a sorriso e nella fase acuta con il labbro superiore che lasci scoperchiate la punta dei denti.  Solo la punta e non la gengiva superiore.

GL:     Lauri Volpi diceva di avere imparato da Cotogni (e Corelli, Filippeschi, e Pavarotti hanno dichiarato similmente) un canto dove il suono – proprio la rinonanza della voce – si appoggiava proprio sull’aria sotto le corde vocali, a livello laringeo; e dicevano che questo appoggio laringeo produce tante risonanze acute e metalliche.  Lei ha moltissimo squillo nella voce.  Mi chiedo se anche lei sente sensazioni simili oppure se ha trovato questo squillo intenso con altri metodi.  Qual e’ la sensazione che prova proprio a livello laringeo or altrove con lo squillo? 

SF:     Esattamente come spigavo sopra. Per trovare il punto esatto laringeo fai un colpo di tosse pronunciando Ha,He,Hi etc…
La sensazione è come se mi appoggiassi morbidamente nei muscoli del collo mentre abbasso la laringe.

 GL:      Cosa pensa degli esercizi dove il tenore si esercita nello studio con una voce come quella di un mezzo soprano, falsetto, per imparare la voce di testa?  Molti dicono che imparare l’acuto richiede incominciare con questo falsetto e pian piano imparare a chiudere le corde vocali attraverso la pronuncia della vocale.  Altri dicono che la voce acuta va costruita dai centri… dalla voce di petto, e non dal falsetto. Cosa pensa lei a riguardo?

 SF:     C’è un po’ di vero in entrambe  le affermazioni.  Un buon maestro attua ora l’una ora l’altra ipotesi in base alla natura dell’allievo.   Se l’allievo ha una propensione per note acute e acutissime in falsetto,è da là che bisogna partire.  Se l’allievo arriva senza note acute,allora si costruisce la voce dal centro.

GL:     Qual’e il processo mentale e fisico che lei prova quando va per l’acuto in teatro?

SF:     Una liberazione di nobile effluvio di voce,quando tutto si espande con un meccanismo leggero e soave.

GL:     Cantare nello studio e poi cantare sul palco e’ molto diverso.  Come ha imparato a superare i problemi legati all’acustica dei teatri, imparando a non spingere i suoni?

SF:     Strada facendo impari come calibrare la voce nei diversi ambienti acustici tenendo presente di non forzare mai e di trovare sempre le risorse naturali della voce.

GL:     Lei ha un controllo bellissimo delle dinamiche.  Come fa in teatro a passare tra mezza voce e voce piena senza perdere la connessione tra voce e diaframma?  A volte noi tenori abbiamo paura di cantare in mezza voce perche’ poi non riusciamo a trovare velocemente la giusta coordinazione tra respiro e voce piena.  Come ha fatto lei?

SF:     E’ solo questione di esercizio,di controllo vocale a mezzo del cervello che tutto regola.Di avere una padronanza nell’uso della respirazione che và calibrata sul suono da produrre.In questo  caso soprattutto la respirazione deve essere il meno appesantita possibile.

GL:     Ultima domanda: mio padre, Salvatore Li Vigni, mi insegno’ che quando il legato e’ giusto, l’intenzione della parola cantata aiuta a trovare la tecnica giusta.  Cosa pensa di quest’idea?

SF:      Tuo padre aveva perfettamente ragione.Il canto è sempre legato. Ogni nota si poggia sulla precedente creando quasi un suono unico posto sulla stessa linea.

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Maestro Fisichella insgegna voce ed e’ spesso ospite d’onore in Massterclassi .

Visitate il suo sito internet a www.salvatorefisichella.it

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One response to “Intervista con tenore Salvatore Fisichella (Italian Version)

  1. Grande Fisichella!!!

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